4.1 Una Classificazione

Camilleri, nel classificarne l’impiego musicale individua quattro tipologie di loop.Il primo, il loop elaborazione, è utilizzato per realizzare un brano (o parte di esso) mediante ripetizioni di frammenti di varia durata, con differenti gradi di sovrapposizione. Ne è un esempio il brano Wet cheese delirium dei Gong (album Camembert Electrique) formato da tre loop sovrapposti con tre punti di entrata successivi. Pur tenendo conto che il brano ha una durata molto breve si può certamente dire che il loop costituisca la struttura del pezzo.

Gong

Un esempio più complesso è invece Out-Bloody-Rageous dei Soft Machine (album Third, 1970). In questo brano, la lunga introduzione e la parte finale sono costituite da strutture sonore ottenute dalla sovrapposizione di loop. Le linee sonore, generate dal ripetersi dei vari strumenti e poi accelerate o rallentate, vengono sovrapposte e articolate nel tempo in fase di montaggio in maniera tale da creare un processo di accumulazione che porti infine di nuovo al riff(2) iniziale.

Soft Machine

Ulteriore esempio, l’album 1984 (1973) di Hugh Hopper i cui brani sono in gran parte basati sul loop. Miniluv e Miniplenty in particolare sono interamente basati su frammenti di suoni strumentali, di suoni ambientali o di elementi artificiali riprodotti in loop. Sovrapposti e stratificati essi addirittura nascondono, in alcuni punti, la ripetitività, creando una texture ed una tensione musicale completamente nuove.
Il loop testurale, sempre secondo la classificazione di Camilleri, è invece un evento sonoro, solitamente di lunga durata che viene utilizzato come sfondo sul quale articolare eventi sonori che invece mutano il proprio comportamento.(3)
In Deluge, degli Henry Cow (album Unrest) vi è ad esempio una sorta di ripetizione subliminale che funge da elemento sonoro di riferimento. Esso è infatti costituito da una struttura base di 41 secondi sulla quale poi si inseriscono le successioni della composizione. Sebbene la lunga durata non faccia percepire la ripetizione il fascino di questo brano risiede proprio nella relazione tra gli elementi che si ripetono uguali e gli altri che si sviluppano invece gradualmente.
I loop strumentali sono invece, come in Spaced dei Soft Machine, riff ripetuti meccanicamente senza alcuna manipolazione delle sorgenti sonore che danno vita a sequenze sonore ripetute ciclicamente.
Il loop gestuale è infine una modalità di impiego della ripetizione ciclica che vuole perturbare una struttura sonora statica o in sviluppo. In The Dabsong Conshirtoe dei Caravan (album Cunning Stunts, 1975) la conclusione del brano è basata su un riff ripetuto ossessivamente il cui unico elemento di sviluppo è dato da una progressione armonica suonata da una tastiera. Loop di varia natura intervengono quasi paradossalmente a disarticolare la struttura ripetitiva del riff principale.

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(2) Il riff è una breve sequenza musicale caratterizzata da brevità, ripetizione e tensione ritmica. E’ spesso associato ad un solo strumento (es. riff di chitarra).
(3) Cit. L.Camilleri, Loop, trasformazioni e spazio sonoro


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