4.2 Pierre Shaeffer e la Musique Concrète
Pierre Schaeffer con il Phonogène, 1952. Da sonhors.free.fr
Nel 1948, nell’ambito dello studio di ricerca della RTF (Radio Télévision Française) il compositore francese Pierre Schaeffer inventò la musique concrète.
Furono due scoperte a segnare profondamente la sua concezione musicale: il sillon fermé (solco chiuso) e la cloche coupé (campana tagliata), ma è in particolare al primo che si deve la nascita, in Schaeffer, dell’interesse musicale per la ripetizione.
Il sillon fermé non è altro che il suono generato dalla rigatura accidentale di un disco a 78 giri, imprigionato in un secondo di suono. Schaeffer notò che dopo alcune ripetizioni l’ascoltatore dimenticava la causa che ha generato il suono ed ascoltava l’oggetto sonoro in sé. Decontestualizzato esso era riutilizzabile in infinite nuove situazioni.
La cloche coupé è invece un frammento del suono di una campana che egli prelevò inavvertitamente dopo l’attacco(4). Ripetendolo con la tecnica del sillon fermé e modificandone la dinamica notò che il suono ottenuto è simile a quello di un flauto o di un oboe, constatando così un ribaltamento delle leggi dell’acustica riguardanti il timbro.
L’espressione musique concrète compare per la prima volta nel Dicembre del 1949, sulla rivista Polyphonie.
Schaeffer capisce rapidamente che la registrazione e la manipolazione dei suoni possono dar vita ad una nuova forma d’arte ed inaugura un nuovo approccio che pone l’ascolto al centro del lavoro compositivo rovesciando completamente il processo di creazione e conducendo il compositore a procedere per tentativi, esperimenti, intuizioni, portando inoltre un’attenzione nuova alla materialità viva del suono, alla sua sostanza, alla sua qualità.
La musique concrète nasce da materiale sonoro preesistente (rumori o suoni strumentali registrati mediante un microfono) modificato, manipolato, trasformato e giustapposto in studio.
Da supporto di registrazione il nastro magnetico diviene mezzo creativo.(6)

François Bayle, Pierre Schaeffer e Bernard
Parmegiani al GRM. Da sonhors.free.fr
Nel 1958 Henry costituisce il proprio studio indipendente per il quale crea una enorme sonoteca con oltre cinquantamila suoni. Egli rimane, ad oggi, uno dei più attivi discepoli della musique concrète ed il suo più fervente difensore.
«E’ la rinascita dei suoni nascosti dopo l’infanzia che sola permette la creazione. Non mi interessa che la mia musica sia analizzata, mi sta a cuore invece che essa sia ricevuta bruta, come è” dice Henry. “Il principio della musique concrète è la variazione. Una cellula si trasforma in un’altra cellula, poi intervengono le combinazioni, le associazioni, e le numerose possibilità di mescolanze, di polifonie (…) La musique concrète viene dalla fotografia, dal cinema.»(9)La variazione è dunque la forza che anima questa nuova forma artistica, la variazione della ripetizione data dal sillon fermé, che crea infinite possibilità di combinazioni di suoni e rumori.
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(4) E’ il primo degli stadi in cui si divide l’intensità del suono, dopodichè vengono ritardo, sostegno, rilascio.
(5) Prefazione inaugurale di Serge Moreux – Primo ‘concert de bruits’, marzo 1950
(6) Cit. Du studio d’essai de la RTF au GRM : Solfège de l’objet sonore (vedi fonti)
(7) P. Schaeffer in Du studio d’essai de la RTF au GRM : Solfège de l’objet sonore (vedi fonti)
(8) Allievo di Olivier Messiaen e Nadia Boulanger, è stato uno dei pionieri della musica concreta.
(9) P. Henry in Du studio d’essai de la RTF au GRM : Solfège de l’objet sonore (vedi fonti)



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