5.1 Sperimentazioni

5.1 Sperimentazioni

Their Circular Life(3) di Lorenzo Fonda e Davide Terenzi è un’opera basata sulla circolarità della vita e sulla ripetitività del comportamento umano. L’intro dell’opera spiega: «Tutti gli uomini sono uguali. Hanno gli stessi bisogni. Si sentono, si comportano e agiscono secondo una legge non scritta. I luoghi urbani conoscono questo molto bene. Vivendo la vita quotidiana di infrastrutture urbane anzichè la tua,  diventi un osservatore esterno di cosa accade ogni giorno in ogni posto sulla terra.»(4)

Their Circular Life

Realizzato in flash, il progetto web documenta la vita di alcuni luoghi urbani e delle persone che ogni giorno interagiscono con essi. Immagini, suoni e rumori di tutto l’arco della giornata chiusi in un cerchio, in un ciclo infinito. Dall’alba alla notte, ogni giorno, l’ambiente si popola di persone, auto, mezzi, per poi trovarsi di nuovo deserto. L’infrastruttura urbana osserva lo scorrere della vita intorno a sé e noi con essa, consultando in maniera interattiva (e circolare) le foto, possiamo vivere questa strana infinita esperienza.
Il progetto, open source, prevede la partecipazione di altre persone che abbiano notato un luogo che ben si adatti a rappresentare le idee del progetto.
«I posti che abbiamo scelto di rappresentare sono solo due(5) degli infiniti altri che potete trovare nel mondo reale. Tutti loro desiderano di essere “raccontati”. Può darsi che tu ne stia guardando uno dalla tua finestra in questo momento.»
Di nuovo legata alla città ed alla sua rappresentazione (in questo caso da parte dei mass-media) Ghost City(6) di Jody Zellen è un sito in continuo cambiamento, un archivio tecnologie per web e del modo in cui esse stanno cambiando. Esso utilizza lo spazio del web come un spazio scultoreo che permetta ai visitatori un interazione immersiva.

ghost_city_1.png

La città immaginaria è un ambiente labirintico attraverso il quale i visitatori possono navigare sia in maniera lineare, aprendo pagina per pagina, che in maniera randomica. Ogni spazio si compone di immagini raccolte dalla stampa e testi di provenienza urbana o scritti appositamente per la città; entrambi accuratamente selezionati e accostati ad ogni ambiente.

Ghost City


“Collage di parti mobili”(7), Ghost city è una griglia di immagini che si ripetono in loop, quasi lampeggiando, nella quale il visitatore cammina ridefinendo una nuova griglia di immagini, alcune delle quali vagamente familiari.
Ghost City coinvolge la memoria oltre che il viaggiare nel tempo e nello spazio. Ed il tempo e lo spazio di Ghost City non rispondono alla nostra concezione di tempo infinito e spazio finito, bensì ad uno spazio e un tempo legati all’esperienza della città, in cui le persone camminano parlano e interagiscono. In Ghost City i visitatori possono fermarsi e pensare e poi di nuovo muoversi in avanti o all’indietro. Ghost City è una città di frammenti, di ricordi. Un fantasma della realtà.
Fuzzy Dreamz, net art del loop,(8) opera dell’artista e ricercatore belga Dottor Hugo, è un progetto in corso dal 1996, un viaggio in uno stato mentale notturno.
«Nei sogni oltrepassiamo limiti del  tempo e dello spazio. (…) Fuzzy Dreams consiste nei flash di uno sguardo umano fisso che emana calore e privatezza, un collegamento provocatorio tra incubi e logica incoerente (fuzzy ndr). (…) Fuzzy Dreamz interagisce con le esperienze (sub)conscie (…). Gli sperimentali ultra-brevi cortometraggi simulano i processi di memoria della mente sognante: un flusso ritmico di immagini, sequenze, intervalli, ripetizioni, flashbacks, frammenti di vita reale e la dimensione temporale compressa ed estesa, con loop audio, silenzio, suoni, musica e voci in un’intima atmosfera.» Spiega Dottor Hugo nella prima pagina del suo sito.

Fuzzy Dreamz

Fuzzy Dreamz è costituito da una serie di coppie di loop visivi che si ripetono per tre volte in rispettive pagine, legati da un significato talvolta oscuro che si definisce via via che la navigazione mostra l’incessante ripetersi delle sequenze.
Il tempo, infatti, intrappolato nel loop riafferma l’azione o la sequenza, nel tentativo di ricondurre il visitatore alle proprie esperienze passate. Hugo infatti continua:
«Uso la sintassi cinematica del montaggio in relazione a esperienze sinestetiche di sogno per scoprire la memoria collettiva ( un mito è un sogno collettivo, un sogno è un mito privato). Fuzzy Dreamz ci porta più vicini a ‘chi siamo’, ‘che cosa vogliamo’ e ‘che cosa vediamo ad occhi chiusi’.»
Come queste centinaia di altre opere legate al loop sono state realizzate, e sicuramente altre ancora lo saranno.
La net.art, come la musica,è certamente uno degli ambienti più favorevoli allo sviluppo e alla sperimentazione di soluzioni che sarebbe impossibile proporre in altri ambiti.
Le opere, spesso fondate su strutture ogni volta originali, utilizzano il loop spesso come base, talvolta come accessorio, altre volte come strumento per comunicare un’idea, altre ancora come oggetto plastico…

Fuzzy Dreamz

Per la complessità e l’estrema differenza che le caratterizza sarebbe purtroppo impossibile categorizzarle, o darne un esempio per ogni possibile soluzione. La quasi totale assenza di limitazioni e di freni alla sperimentazione hanno creato un bacino di opere così vasto e così variegato da poter essere difficilmente classificato.
Nella net.art come nella video installazione la dimensione temporale sembra libera di assumere la forma che più gli si addice. E quale forma migliore per un’arte che non ha fine?

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(3) www.theircircularlife.it
(4) Cit. Their Circular Life, intro.
(5) Erano due, alla prima pubblicazione dell’opera.
(6) www.ghostcity.com
(7) Cit. Recensione di ZKM online (vedi Fonti)
(8) Cit. Neural, recensione (vedi Fonti)


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