1.4 L’infinito e le sue molteplici rappresentazioni
Inscindibilmente legato al loop per l’impossibilità di quest’ultimo di avere una fine, il concetto di infinito viene da sempre e non a caso rappresentato con anelli, figure circolari o addirittura strani anelli che si ricongiungono dopo anomale contorsioni.
Questo genere di rappresentazione non è poi così scontata se si pensa che generalmente all’infinito viene associata l’idea sicuramente molto astratta di qualcosa che si estende oltre la nostra capacità di percezione, quindi non un piccolo anello che può benissimo essere tracciato su un foglio di carta.
Fra le immagini maggiormente utilizzate per simboleggiare l’infinito (o il ciclo infinito) vi è appunto il cerchio: figura geometrica costituita da un’unica linea che ritorna su se stessa in cui non è possibile distinguere né principio né fine.
Altro simbolo molto noto è, in campo matematico, l’otto orizzontale ideato dal matematico John Wallis. Nella sua intrecciata circolarità questo segno rappresenta in maniera estremamente semplice lo stesso concetto.
Morfologicamente simile ad esso ma costruito su un principio molto più complesso è invece il nastro di Möbius (7). Si tratta di una striscia a cui, prima di congiungere gli estremi viene impartita una rotazione di mezzo angolo ad un’estremità.
Un oggetto molto semplice quindi, elegante ma inquietante allo stesso tempo, che a lungo ha attirato l’attenzione di matematici ed artisti tra cui M.C. Escher, il quale ebbe modo di interpretarlo in una sua splendida raffigurazione.
Molto più antico è invece l’ouroboros (dal Greco ουροβóρος), che rappresenta il concetto di infinito mediante l’immagine di un serpente che si morde la coda formando così un cerchio. Attribuito all’antica alchimista Cleopatra questo simbolo rappresenta la natura ciclica delle cose, la teoria dell’eterno ritorno, in sostanza, tutto ciò che è assimilabile ad un ciclo infinito.
Per derivazione anche l’eternità è una metafora spesso associata a questo simbolo in quanto data dal ripetersi costante di cicli infiniti.
Prototipo del circolo vizioso l’ouroboros è anche simbolo del paradosso logico.
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(6) Cit. Ken Wimber
(7) Matematico tedesco dell’Ottocento. Fu il primo a considerare la possibilità di costruzione di figure topologiche non orientabili.





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